Le Arti Terapie: Una Risorsa per il Benessere nelle RSA
Una professionalità da riconoscere, i benefici per i pazienti, le prospettive post Covid: intervista all’Associazione ARTE
Si chiama ARTE l’associazione che dal 2010 raduna su tutto il territorio nazionale professionisti delle “arti-terapie”, termine che racchiude le sei discipline che utilizzano diverse forme artistiche – danzaterapia, musicoterapia, arteterapia, drammaterapia, teatroterapia – ciascuna con la propria specificità.
Professionisti Formati e Riconosciuti
Una quarantina di soci in totale, tutti formati in scuole che rispondono ai criteri di formazione della norma UNI 11592-2015, in osservanza della Legge 4 del 2013. È questo il rispetto di un corretto percorso formativo, uno dei punti su cui ARTE è al lavoro, perché sia riconosciuto e valorizzato l’intervento degli arti-terapeuti, senza che sia confuso con altre attività di semplice carattere ricreativo.
L’Intervento nelle RSA
All’interno di una RSA, i professionisti di questo ambito si relazionano sia a livello progettuale sia durante le sedute, con tutte le figure di équipe presenti in struttura. La danzaterapia, con modalità di rapporto di lavoro concordate in base a esigenze e caratteristiche di ogni realtà.
«Può essere un’importante risorsa anche la sinergia che nasce dalla compresenza di più professionisti delle arti-terapie con diverse specificità», spiegano dall’associazione ARTE.
Tuttavia, non mancano le criticità: la prima che riscontriamo è la poca chiarezza dell’iter formativo e la facile confusione tra gli interventi delle arti-terapie e quelli di animazione o d’altro genere che vengono solitamente svolti nelle RSA.
Gli Obiettivi Terapeutici
Le arti-terapie si rivolgono agli anziani e vengono modulate in base alla fascia creativa della persona o del gruppo, solitamente composto da un numero ristretto di anziani, con la possibilità di sedute individuali soprattutto per le persone più compromesse.
Proseguono da ARTE: «Il primo passo è quello di individuare con il personale della struttura le modalità e i criteri di coinvolgimento e partecipazione. Ovviamente le varie arti si avvalgono di criteri diversi solitamente, ma anche gli elementi che fanno i gruppi i parametri presi in considerazione sono il livello di decadimento mentale, il livello di autonomia motoria, il desiderio della persona di partecipare all’attività, ponendo inoltre particolare attenzione e rispetto alla storia di ciascuno».
È importante sottolineare che le arti-terapie, proprio perché si concentrano sulla risorsa creativa che è insita in ciascun individuo, vengono spesso proposte anche ai pazienti con attività formativa di sostegno, in un’ottica di prevenzione del burnout, favorendo il ritrovamento di fiducia ed energia per gli operatori della relazione d’aiuto.
Le Sfide del Covid
L’obiettivo è migliorare il benessere psico-fisico durante il percorso, ponendo particolare attenzione e sostegno dall’attivazione specifica, ludica e sensibile della dimensione artistico-creativa e la sua condivisione nel gruppo permette il mantenimento e a volte il miglioramento delle capacità residue della persona, in un processo di valorizzazione della originalità di ogni storia.
Sappiamo quanto l’anziano durante la giornata sia più propenso ad isolarsi e a chiudersi in sé stesso. L’espressione artistica che definisce il nostro intervento permette di far emergere la creatività del singolo stimolando l’ascolto dell’altro, oltre alla dimensione ludica e di piacere. Queste attività sono quindi preziose perché intervengono positivamente sull’umore, sui disturbi comportamentali e sull’apatia, e numerosi studi sottolineano la riduzione della somministrazione di farmaci se regolarmente si avvalgono di queste discipline».
Come Si Muove l’Associazione
In che modo è cambiata la professione dopo il Covid, come si muove l’associazione per il futuro? La situazione critica dovuta al Covid ha portato un ri-modulamento generale del lavoro. Chi ha potuto proseguire in presenza ha dovuto adeguarsi ai protocolli Covid che tutti conosciamo, utilizzando i dispositivi di protezione individuale, la distanza interpersonale di sicurezza, eliminando l’uso di materiali o sceglionone di tipi che rispettassero le prescrizioni anti-Covid, assicurando l’areazione dei locali e altre accortezze in base ai singoli casi (incontri online, sedute individuali o altro). Purtroppo, però per molti arti si è interrotto e in quanto professionisti esterni alle strutture, il lavoro si è interrotto nel 2020, ad inizio pandemia, e tutt’oggi in molte realtà non è stato possibile riprendere le attività con le arti-terapie.
«Ci auguriamo che presto si possa ripartire con il lavoro in presenza in tutte le strutture, tornando così a godere dei benefici di questi tipi di intervento, per noi professionisti in primis».
Alcuni soci dell’associazione hanno partecipato a ricerche e studi pubblicati, in ambito geriatrico, oltre alla stesura del testo “Pillole in musica, il benessere del paziente fragile” (ed. Musica Practica). Trattandosi di un ambito in continuo divenire e molto attuale sicuramente ci saranno ulteriori studi e approfondimenti in futuro.